Sarà un passo in più

Bisogna che lo porti a fare un giro alla sua scuola nuova. Perché almeno veda com’è. Per annusarla un pochino. Perché cominci a capire che: ci siamo, è domani!
Siamo (quasi) tutti. C’è lui – Giovanni – che tra un giorno comincerà la scuola materna. E ci sono i suoi fratelli grandi- per darmi man forte.
Le maestre sorridono molto – e questo mi fa felice – e ci fanno fare il giro dell’asilo.
“Allora, Pietro, che dici dell’asilo nuovo di Gio?”.
“È bellissimo! Ci sono un sacco di giochi”.
È esattamente quello che speravo dicesse. Ma lui – Gio – mi stringe forte la mano. E arriccia la bocca. E gli viene quella faccia buffa di quando non vuole fare qualcosa.
Non c’è bisogno che dica nulla: lo vedo. Lo sento benissimo.
Torniamo a casa e gli provo il grembiule: “Guarda come sei bello, Gio! Il grembiule come i bimbi grandi!”.
E lui non ne vuole sapere. Allora lo togliamo. E rimane appeso sulla gruccia, in corridoio, per tutto il pomeriggio. Lui ci passa davanti un sacco di volte e, ogni volta, lo ignora. Finché non arriva il babbo: allora glielo fa vedere, fiero.
“È i’ ghembiule mio della mia ccuola materna”. E sorride.
Penso che sarà dura. L’inserimento, le maestre nuove, i nuovi amici. Che sarà dura ma passerà.
E penso a quel suo modo così dolce che ha di affrontare le fatiche, i tanti “no” che si sente dire, i compromessi a cui deve scendere. Penso ai suoi grandi sorrisi, ai suoi grandissimi pianti. A quel suo modo di “sentire” così pieno. E profondo.

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Si divertirà.
“Divertiti, piccolo Giovanni! E sarà un passo in più. Per te. E per me”.
È il mio augurio per te, all’inizio di questa nuova avventura.