Un gran figo

“Mamma, ma io la doccia non la voglio fare! Non puzzo!!!!!”.
“Non è che devi per forza puzzare per fare la doccia…”.
“Ma io voglio giocareeee”.
“Lo so, ma la doccia va fatta”.
“Perché?”.
“Perché c’è la recitino all’asilo, oggi. E poi ti fanno la festa, ti danno il diploma”.
“Per andare alle elementari?”.
“Sì”.
“Come un biglietto del treno?”.
“Sì. O forse no”.
“No”.
“Forse ti mettono il cappello nero con il filo, quello del diploma”.
“Ah, sì!!!! Quello con la cassetta sopra”.
“Che cassetta, Tommi?”
“La videocassetta sopra. È tutta nera, però. Non ho capito di che cartone è”.
“Vai, spogliati. Io accendo l’acqua”.
“No, ti prego”.
………..
“Solo per questa volta”.
“Anzi, prima ti taglio i capelli”.
“No, i capelli……”.
“Sì, pure quelli! Capelli e doccia. E gel!!!!”.
“Davvero il gel?!”.
“Beh, sì!”.
“Ok, taglia. Ma non mi fare le scale”.
…………..
“Occhio, mamma. Perché mi devo fare la foto della cassetta”.
“Del diploma!”
“Devo essere bello”.
“Sei già bellissimo”.
“Un gran figo, eh!?! Occhio”.
……………….

Pisa – Schiphol – Amsterdam

Sul volo Transavia ci aspetta un tipo assurdo: un omone immenso – che a stento passa tra i seggiolini. È il nostro steward! I bimbi lo guardano tra il lusco e il brusco e io rido sotto i baffi. Ma siccome impicciamo, nel mezzo al corridoio aspettando che i bambini scelgano il posto che preferiscono, lui ci guarda malissimo e: “You MUST to move from here!”.
Ecco, apposto. Ora possiamo partire!
Sorriso finto e paura vera – io. Sorrisi veri ed emozionati – tutti gli altri.
Loro sbirciano dal finestrino, io non vedo l’ora di scendere.
“Mamma, guarda c’è l’acqua!”.
“Tutta l’acqua. Tanta l’acqua”.
Eccola, l’Olanda!
E Amsterdam che, a dispetto di quello che pensavo, è favolosa anche per i bambini!!
I canali, il verde, le houseboat.
Il Nemo, i fiori, i ponti.
Il De Amsterdam.
E le bici!!!!
Girare Amsterdam con le bici è incredibile!! Io, con il vento in faccia e le loro risate nelle orecchie, me ne sono innamorata. E loro si sono divertiti da matti!
“Mamma, forza dai, devi andare fortissimo!!!!”.
“Oh, no: babbo ci sta superdandoooooo. No!!!”.
“Ciaooo, io vado più forteee”.
“Mamma, dai!!!!!!”.
“Oh! Eh!! Prima di tutto – con la scusa del ginocchio sghembo – il babbo se n’è preso uno e ha lasciato voi due a me e siete due piombi. E io comincio ad avere una certa età!”.
“…..Sei vecchia?!”.
“No, è che…. Ecco, sentite che vento! È perché sto pedalando fortissimo. È il vento della velocità!!”.
………………..
……………….
 “Oh, è vero!!!! Grande mamma”.
“Bava mamma!!!!”.
E così per due giorni: di sole e di vento. Di ponti e piste ciclabili. Di fiori e parchi immensi. Finché Giovanni si è addormentato stecchito sul carretto. Allora abbiamo restituito le bici al negozio del noleggio.
“Ma la possiamo portare a Sesto questa bici col carretto, daiiiii”.
“Tipregotipregooooo”.
“E chi ci torna a Sesto?! Domani: mulini a vento!”