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Se ci fosse ancora qualcuno cui è sfuggito: siamo il 28 di Agosto. E sono le ultime due settimane di vacanza.
È tempo di comprare zaini, diari, astucci, pennelli, matite e grembiuli!
Ecco, io no. Io sono quella dell’ultimo secondo.
Che arriva il 9 settembre e chiede quattro grembiulini bianchi – possibilmente con disegni tutti diversi! – e fa piombare le commesse nello sconforto più assoluto.
Sono quella che chiede alla sarta di ricamare il nome sugli asciugamanini in qualche ora, perché “domani comincia l’asilo”.
Sono io! E se mi chiedete il perché… È perché sto pensando ad altro.
Sto pensando a che fare, con i miei bimbi, in questi ultimi giorni di vacanze.
Lo faccio ogni anno, da quando è iniziato l’asilo.
Sono i giorni in cui si torna dal mare, con la voglia di sentire di nuovo il profumo di casa.
E questi giorni mi piace passarli fuori.
Per respirarla fino in fondo, l’estate.
Cercando di indovinare che profumo avrà – quest’anno – l’autunno.
Godendosi le ultime mattine senza orologio, prima che comincino a suonare sveglie e campanelle.

E quest’anno spero in un inizio di settembre ventoso: un bel prato alle Cascine, io, loro e gli aquiloni. Son bravi, questi due pupi.
Io imparo da loro: a guardare in alto. Più su, oltre i nostri bellissimi aquiloni.
E chissà cosa ci aspetterà.
Vi dico un segreto: a Decathlon ci sono degli aquiloni carinissimi. Ce ne sono per tutti i gusti e per tutte le mani(ne).
Magari, con un po’ di fortuna, potremmo trovarci a lanciare aquiloni al prato della Tinaia o in quello del Quercione.
Intanto: buon inizio di settembre!

Piccola e preziosa

L’ho letto su twitter e mi s’è stampato in faccia il sorriso delle grandi notizie: #turismo, arriva la mappa di #Firenze a misura di bambino. Evviva!
Perché: belli gli Uffizi, ma pensare di portarci i miei – di bimbi: piuttosto passo l’intera giornata a rincorrere piccioni in piazza della Signoria. Cosa che tra l’altro ha anche un suo perché!
E invece, vuoi mettere un giro allo Stibbert?! Salire sulla Cupola, passare un’ora alla Bottega dei Ragazzi, noleggiare una bici o un paio di pattini e farsi un giro alle Cascine…. Ma anche mangiarsi un bel gelato sul Ponte Vecchio – caro il mio gelato, lo so! O scoprire cos’è una città, affacciandosi dal Piazzale.
È un po’ come fare un viaggio in Inghilterra e invece di andare a visitare i ruderi del solito castello diroccato – che so, Corf Castel – fermarsi tutta la mattina al giardino che c’è poco sotto, con la miniatura del castello, il crocket, gli elfi e le fate. È Inghilterra anche quella. Solo, a misura di bambino!
È come andare in montagna – fai conto a Sestriere – e invece di farsi tutto il sentiero fino ai 2900, farne mezzo! Mezzo in seggiovia e mezzo a piedi, anzi a corsa – dietro ai grilli. È montagna anche quella. Ma a misura di bambino!
Ecco perché mi piace l’idea di questa guida!
Perché è esattamente così che mi piace pensare la mia Firenze.
Mi piace guardarla con gli occhi dei miei bimbi.
Misurarla con i loro passi.
Riscoprirla piccola. Ancor più di quanto non sia già.
Piccola e preziosa.

Pazzissimi

L’occasione era di quelle ghiottissime e non ho voluto resistere. Non c’ha fermati il sole d’agosto, il caldo pazzesco dell’hangar. Neppure la sete. È stata una delle mattinate più incredibili, da quando siamo qui.

Ah beh, giusto: siamo a Cecina – o giù di lì. Siamo io e i bambini. E il babbo ci raggiunge nel fine settimana. Adiamo un po’ al mare, un po’ in piscina, un po’ nell’orto del nonno. E poi al campo volo di Cecina, dove quei pazzi dello Skydive Arezzo hanno trasferito la loro base. Perché è estate anche per i paracadutisti!
C’abbiamo passato tutta la mattina: tra funi e legacci, vele e tute alari. E poi la musica, gli scherzi, i decolli e gli atterraggi. I bimbi a bocca aperta e naso all’insù: a chi vedeva per primo una vela aprirsi. E lo zio!

È colpa sua se ci siamo ritrovati tutti quanti lì. È lui il pazzo vero della famiglia – e dopo di lui la mia mamma. La nonna, sì: s’è buttata anche lei! E io che ho paura anche solo a prendere un aereo – qui lo dico e qui lo nego: un pensierino ce l’ho fatto. A buttarmi anch’io, sì!
E c’è stato anche qualcun altro che ha avuto la mia stessa idea:
“Mamma, va bene domani si torna e mi lancio anch’io dal paracadute?”.
Ché, insomma, buttarsi col paracadute è un conto. Buttarsi dal paracadute è tutto un altro paio di maniche!
Gioventù spericolata.
E siccome me n’ero ammascata, che ci saremmo divertiti da pazzi, mi son portata dietro anche tuttafirenze. Et voilà.

Un gelato tra i dinosauri

Se vi va un gelato e vi siete scocciati della solita gelateria sotto casa, ecco il mio consiglio di oggi: un organic ice cream all’Alcove di Lyme Regis. Siamo tra il Dorset e il Devon, sulla Jurassic Coast. Un paesino delizioso, tra il verde, le rocce, le scogliere a picco, fiori di mille colori, ruscelli, e spiagge sassose piene zeppe di fossili.

Sì, in effetti forse è un po’ fuori mano. E forse anche un po’ poco economico. Ma vi assicuro che vale la pena. Vale il viaggio e pure le 2 sterline – a gelato!!

Ora, sull’organic non posso assicurare. Ma di sicuro era buono: panna allo stato puro.
Uno di quei gelati inglesi con lo stecco di burro e cioccolato, fatto scendere sul cono. Di quelli che ti viene l’acquolina in bocca solo a pensarci.
L’abbiamo mangiato in spiaggia. Una spiaggia di sassi che – lo so è incredibile ma…. – era anche comoda. Di fronte ad un mare meraviglioso, di un azzurro intenso che ad un certo punto si confondeva con il cielo.

L’abbiamo mangiato ascoltando il rumore delle onde, le urla del bimbi che giocavano in mare – tutti con la tuta da immersione, perché l’acqua era gelida – e le grida dei gabbiani.
Con i bambini indecisi se esser più contenti per il gelato, per i gabbiani che vedevano per la prima volta così grandi e così vicini, o per il giro al “Dynosors Museum” che ci eravamo appena fatti. In ogni caso: felici!

E io con loro: a mangiar gelato e respirare l’Inghilterra di lassù.
Uno dei gelati più buoni che abbia mai mangiato in vita mia.
Vabbè, forse non proprio il più buono….. Speciale, sì!