Ma che penserà ‘sta gente?

Ma davvero i bambini possono dar noia?! Me lo son chiesto leggendo su facebook un post di Barbara, che sta cercando a Firenze la nuova sede per un asilo.
Pare che nei condomini fiorentini si preferisca non aver bambini tra i piedi. M’indigno.
Poi penso al casino che riescono a fare i miei – in tre – a casa: scatole di lego rovesciate in terra come fossero secchiate d’acqua. Sfide alle macchinine, pallonate, pianti a dirotto, urla strazianti e urla di gioia. Urla per gioco e bisticci vari con tanto di…. urla!
In casa, in giardino – condominiale. Non importa dove: urla!
“Bimbi, basta urlare!”.
Io dopo un pochino sbotto. Dai nostri vicini invece: niente, neppure una lamentela.
A dire il vero a volte me lo son chiesto: “Cosa penserà ‘sta gente di tutta la confusione che viene da casa mia?!”.
Poi incontro la mia dirimpettaia per le scale. È insieme alla sua amica del cuore: la signora che abita di sopra.
“Eccoli!!”, fanno loro.
“Eccoci”, penso io.
“Ma come sono questi bambini?! Sono speciali, non si sentono! Eh ma è brava anche lei, signora!!”.
………….
Sono senza parole.
Sorrido – basita.
E poi decido di svignarmela più veloce possibile, prima che cambino idea. Faccio cinque scalini e mi viene in mente che devo darle i soldi per la pulizia delle scale.
“Signora!”
Niente.
Provo un po’ più forte:”Signoraa”.
Siamo a cinque scalini di distanza e non mi sentono…. Ora è tutto chiaro!
Barbara, è la svolta: ti ci vuole un condominio di ex-giovincelli.
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Leggi il post anche su tuttafirenze.it

Pazzi!!

Si può decidere di partire per una settimana on the road con tre piccirulli?! Noi l’abbiamo fatto. Pazzi!!
È la parola che m’è risuonata in testa dal momento in cui abbiamo prenotato il volo: Pisa – Bournemouth, andata e ritorno.

Pazzi: a pensare di star via una settimana, così lontani da casa.
Col piccino che si è tolto il pannolino da cinque giorni.
Con un solo passeggino in tre.
Con tre notti prenotate in ostello – perché, va bene un bel viaggio, ma vediamo di non spenderci una fortuna!!

Pazza, io: a pensare di trascinare tutti con me fino a Land’s End.
Pazza di gioia, quando ho realizzato che era vero. Che stavo per ripartire, insieme ai miei piccini. Che sarei tornata alla scoperta del Mondo, con loro!
Ed è stato davvero un viaggio PAZZesco.
La Gran Bretagna, così grigia, ci ha accolti con un sole incredibile. E tutto è andato come doveva – incredibile pure questo!
Io ero pronta a tutto: febbri, vomito, diarree…. Ops, forse non dovevo. Eppure è questo che succede, di solito, in vacanza, no?!

E invece è stato entusiasmo allo stato puro: fin da prima dell’inizio.
L’entusiasmo con cui abbiamo cercato le tappe più adatte ai bimbi, scaricato le canzoni di Re Artù, dipinto le tuniche da cavalieri che mi son portata fino a Tintagel, raccontato storie di aerei e dinosauri ai bimbi…. Quell’entusiasmo è stata la prima cosa che ho messo in valigia. E la prima che ho tirato fuori.
E ha resistito, quest’entusiasmo: alla fatica, al cambio automatico, alla fame, al sonno, alla connessione internet che non funzionava, alla guida a sinistra….

E con una buona dose di entusiasmo: tutto è più bello!
Anche la Cornovaglia, che è già meravigliosa da sé.

Un tuffo….. in fattoria

Io sto rimettendo insieme idee e foto del viaggio in Conrovaglia. Intanto….. Il racconto di Sara, mamma di Diego e Gioele: una giornata nel Mugello.
È tutto per voi!!!!

Abbiamo deciso il giorno prima: costumi, braccioli, asciugamani, creme solari, pannolini e cambi vari.. E piscina sia. E che piscina!!
Si perché siamo stati a Borgo San Lorenzo: piscina e verde in un colpo solo. Che meraviglia! Con noi c’era anche il nostro specialissimo zio Andrea, fonte per i miei bimbi di risate, giochi e allegria.
Arrivati sul verde suolo i soliti riti pre-bagno: bandana in testa al piccolino, creme solari, braccioli e raccomandazioni, quelle non mancano mai! E poi via in acqua!
Gioele, al suo primo bagno, ha reagito con mille risate e schizzi; Diego invece con l’acqua ha un rapporto di amore e odio! Osserva la situazione con i suoi occhioni e poi, piano piano, mette un piede alla volta in acqua..e via con il divertimento!

Appena dopo merenda però il cielo ha iniziato a rannuvolarsi ed è caduta qualche goccia di pioggia: così lo zio Andrea ha proposto di andare a trovare Morgana, una vecchia amica. Una mucca! E se lo dice lo zio Andrea la risposta non può che essere positiva!

Abbiamo così riunito tutte le borse e via in macchina verso l’Agriturismo “La ripa” di Borgo. Un posto da favola per grandi e piccini dove si ha la possibilità di vedere e accarezzare, oltre alla nostra Morgana, caprette, maialini, asinelli, cavalli e galline. E vicino all’Agriturismo c’è anche un fiumiciattolo da raggiungere a piedi (con un pò di difficoltà con il passeggino, a dire il vero).
Insomma è stata una giornata fantastica assolutamente da rifare!!

Pronti!

Ho chiuso le valigie. La mia grandissima fatica degli utlimi due giorni. Perchè viaggiamo con Ryanair e tutti sappiamo cosa vuol dire: pesa, misura, trasborda roba. E poi: “ritenta, sarai più fortunato!”……
Partiamo, sì: una settimana in Cornovaglia!
Sono emozionata e spaventata insieme. So cosa mi aspetta, ma anche no. So cosa faremo, ma anche no.
Perchè con i bambini è così: fai programmi che poi sai non rispetterai. E così dev’essere: un’impresa!!!!

Il volo parte alle 11.40. E’ la loro prima volta!!!
Lo dico ora e poi non lo penserò più: ho paura di volare. Da sempre…. Vediamo se ci riusciranno loro, i miei bimbi, a contagiarmi di entusiasmo e farmi passare questo terrore.

Avrò dimenticato qualcosa: sicuramente!
Pazienza.
Ora basta: basta corse, basta foglietti sparsi per tutta casa, basta check list…. Parto felice. Con un telo da pic nic, due aquiloni e tre tuniche da cavaliere in valigia. Con la voglia di annusare l’aria magica della Conrovaglia. Di riempirmi gli occhi di verde e blu. Di sentire sul viso il vento fresco di lassù.
Insieme ai miei bambini.
Buon viaggio a noi! E speriamo in bene ;)

Doddo buttu?

Aprono lo sportello sotto l’acquaio e: “Dove lo butto?”.
Sono la generazione touch, quella delle mail a babbo Natale. Ma sono anche la generazione del “dividi, ricicla, riusa”.
Piccoli ricicloni, sì.

Devo portarli a fare un giro alla rifiuteria a Sesto Fiorentino : è nuova di pacca e colorata che pare un asilo… Impazzirebbero!!!

Qui l’addetto al sudicio è il babbo. Gli tocca: almeno quello!!! Io invece “dirigo il traffico” dei rifiuti in casa.
L’indifferenziato è quasi solo pannolini. Ma dopo 4 anni ininterrotti, finalmente ne stiamo uscendo. Forse.
Nell’umido ci vanno gli scarti della tavola – che a dire il vero qui si spazzolano sempre tutto, dunque son quasi zero – e poi le caccole, immancabili. Anche quelle nell’umido!
Il vetro: più che altro bicchieri rotti! Quelli in effetti, diversi….
Tetrapack come se piovesse: succhi e latte sono in cima alla lista!
Poi la carta. Forse non dovrei dirlo……
“Nellacartacivannodivesidisegnideimieifigli” – l’ho detto!
Per mettermi apposto la coscienza, prima di accartocciarli li fotografo. Così rimangono in memoria digitale e io libero la scrivania!
E poi i ritagli (li odio): i miei bimbi tagliano così piccolo che praticamente son coriandoli. E a raccoglierli ci passo le ore.
Plastica: bottiglie e bottigliette che schiaccio insieme a loro. “Tappatevi le orecchieee!!” e con le mani sulle orecchie e la testa affondata nelle spalle fanno delle faccine che doro!
Le so tutte! Finché arriva il piccino con un pennarello ciucciato dalla punta: “Doddo buttu?”.
“E a te dove ti butto, con quella bocca tutta viola?!??”

È per te

In questi giorni tutto è più difficile del solito. Si mischiano un dolore profondo ed una tenerezza che quasi non ha fine.
E poi ci sono attimi in cui mi manca il respiro. La vedo sorridere, la sento parlare veloce veloce, come parlava lei. Vedo quegli occhi incredibili, trasparenti.
Mi manca. Sì, manca a me….
E allora penso a quanto possa mancare alle braccia della sua mamma, del suo babbo. Della sua sorella grande e del suo fratello piccolo.
Giovanna non è sola.
Noi un pochino sì. Siamo soli finché non ci abbracciamo, ancora. Come un anno fa.
Un abbraccio così diverso da tutti gli altri.
Abbracciati, in silenzio, davanti  a quella ragazza meravigliosa che sembrava solo addormentata.
Ringrazio il Signore per la vita di quel sorriso. Per la gioia di quegli occhi. Per la luce di quel volto così “suo”.
Lo ringrazio, sì.
E poi alzo gli occhi e sorrido, guardando il cielo.
Ci provo.

È per la tua giovinezza. Per la tua vita così preziosa. È per te, che non ci sei più. Ma sarai con noi per sempre.

(Ringrazio Nicolò per questa foto che è stata un tuffo al cuore)