La mia mattina

Stamani.
I gemellini si sono stuzzicati per tutto il tempo. Mentre cercavo di prepararmi e sistemare casa per lasciarla in condizioni decenti prima di catapultarmi in facoltà e restarci per un tempo “x”.

“Mammmaaaaaa mi ha preso la macchinina”.
“Uffa nooooo. Mamma, non mi vuole ridare il librooooo”
E poi il piccino che chiama “Mamma” a ripetizione, senza in realtà aver nulla da dire. Così, giusto per creare altro rumore di fondo – come se non bastasse già così!!!

A me queste mattine mi mandano al manicomio.

Poi: mi si sono rotte le calze mentre le indossavo.
Ho stroncato il gancio della tracolla, perché la borsa era troppo pesante.
E quando sono arrivata al motorino e mi son messa i guanti che erano nel bauletto: li ho trovati completamente bagnati!!

Devo ricordarmi di respirare!

Qualche km in motorino mi ha aiutata a sbollire. Il motorino mi fa sentire leggera, libera, “smart”. E sono arrivata in facoltà un po’ più rilassata.
Troppo rilassata. Ora: lo sbatter delle ciglia rallenta, inesorabile.
E faccio sempre più fatica a riaprire gli occhi.

In poche parole: ho un sonno assurdo!!!

Tra una pagina e l’altra delle “Indicazioni nazionali per il curricolo” penso che dovrei trovare un pochino di tempo anche per dormire.
Quando? Non ne ho idea…….
Bei tempi, con i gemellini piccini, quando vivevo con i loro ritmi – sonnellino pomeridiano compreso!

Questo fine settimana, io: mi risposo.
Forse. Ma forse anche no.
Temo….

Noi votiamo!

Ieri sera l’abbiamo passata appiccicata alla tv. In cucina, perché ormai siamo disabituati a star seduti sul divano a guardar la televisione – quello serve ai bimbi per saltarci sopra……..

Ieri sera c’erano Renzi e Bersani.

Finalmente un confronto senza vocii, senza insulti, senza qualcuno che parla sopra qualcun altro.
Due voci, due posizioni, due idee di futuro.
Un bel confronto, di quelli che fanno bene all’Italia, giovane e meno giovane.

Due uomini decisi e rispettosi. Che hanno parlato di crisi economica, politica internazionale, migranti, coppie gay, scuola, pensioni, assetti di governo.
E di bambini.
Tutti e due. In punta di piedi, quasi sottovoce.
Con un tono della voce diverso da quello usato per tutti gli altri “grandi” temi.

Sarà il mio orecchio da mamma. Sarà che sono particolarmente sensibile al tema dei bambini.
Il nostro futuro – vero.
La nostra speranza – vera.
Sono loro: i nostri bambini.

E’ per loro – e con loro – che tornerò a votare, domenica.
Con lo sguardo rivolto al futuro. E un pensiero costante al passato. A tutti quei giovani che hanno dato la loro vita per questo diritto – che a me piace chiamare dovere – di scegliercelo, il futuro. Che sarà il presente dei nostri piccini.

Quanto meno: provarci.

Oggi sono come Ariel

No, no, non sono in versione Sirenetta! Sono in versione “mute”: senza voce!
Anzi, con un filo di voce.

Un raffreddorino. Poi un po’ di tosse. Un lieve mal di gola.
E stamani: la voce sen’era andata!
Assurdo: cos’è una mamma, senza voce?!
Ma soprattutto: come fa?!

E non è neppure la prima volta. L’ultima è stata quest’estate, al mare: senza voce, in spiaggia, con tre piccini da tener a bada….. Ho macinato i km per farmi ubbidire. Anzi, per farmi sentire.
Quindi, diciamolo, dopo aver superato la prova “spiaggia senza voce”, quella “a casa senza voce” è una passeggiata!
Anzi, è stata una vera e propria rivelazione.
Perché?!
Perché io parlo con un filo di voce e loro: pure!
Grandeee!!! Però non ci credo troppo e allora: riprovo.
Dico – sottovoce: “Ora che abbiamo finito di giocare, rimettiamo in ordine tutto il Lego”.
“No, daiiii”, mi risponde un gemellino. Il tono è quello di sempre – lamento. Ma il volume no: l’ha detto sottovoce!!!
Comincio a pensare che non sia così male esser diventata fioca tutt’un colpo.

Lo penso finché non arriva il momento della storia, prima della nanna.
“I tre porcellini”, stasera, non finiva più!!!

Hai voglia a parlare piano piano….. Ho fatto una gran fatica, e se ne devono essere accorti anche i bimbi, perché finivano le frasi al posto mio! Carrrini!!!

E ora che son tutti e tre a letto: silenzio. Fino a domattina.
Ché tanto lo so, a babbo Matte, quasi quasi non gli dispiace neppure che – per una sera – sia rimasta senza voce……………….

Un fine settimana “piccino picciò”

Ecco qualche appuntamento carino per questo fine settimana.

 Sabato, alle 10.30, alla Biblioteca delle Oblate, “In biblioteca con l’Isola degli smemorati” di Bianca Pitzorno. Gioco e lettura animata per celebrare la Convenzione dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, organizzata dal comitato provinciale per l’ UNICEF di Firenze. La lettura è rivolta a famiglie e a bambini dai 5 agli 8 anni. Info e prenotazioni allo 055 2616512. Alle 16.30, alla BiblioteCaNova Isolotto, “24 giorni a Natale!”, un pomeriggio da trascorrere insieme, adulti e bambini dai 6 ai 9 anni, per costruirsi con le proprie mani un Calendario dell’Avvento artigianale. Iscrizioni allo 055 710834.

Domenica alle 10.30, alla Biblioteca Ernesto Ragionieri di Sesto Fiorentino, “DOreMI’ Fiabe in musica” con “Costellazione Astrid”, storia di astrid Lindgren e dei suoi personaggi, per narratrice ed ensemble strumentale. Prenotazioni allo 0554496851
Nel pomeriggio, alle ore 15.00, al Loggiato della Galleria degli Uffizi, 
”Quante statue abitano questo loggiato? Artisti, scienziati, poeti, esploratori” un percorso gioco alla scoperta della loro storia e dei motivi per cui sono diventati così famosi. Prenotazioni dalle ore 10 alle ore 19 al 3451657152.
Alle 15.30, alla Biblioteca delle Oblate, un laboratorio di piccola oreficeria “Specchio delle mie brame”, tratto da Roberto Piumini, “Il nasone di Pozia”.
Per famiglie e a bambini dai 5 anni. Info e prenotazioni allo 055 2616512.

Per i bambini più sportivi, domani allo Stadio Artemio Franchi, la partita di Rugby Italia – Australia.
Lo confesso: ci sarei andata a corsa, e ci avrei portato pure i bimbi. Ma forse è davvero un po’ troppo presto. O forse no…..
E domenica, la Firenze Marathon.


Poi, lo saprete tutti, ma non posso non segnalarlo: fino a domenica, al Mandela Forum, c’è “Disney On Ice – Facciamo Festa!”.

Infine, per chi volesse farsi un giro un po’ più largo – io ci andrei volentierissimo, lo ammetto – il PisaBook Festival, fino a domenica. Una manifestazione dedicata all’editoria indipendente con tanti appuntamenti anche per i più piccoli.

Che dire: che sia un fine settimana sereno, allegro, spensierato. Qualsiasi cosa ci venga in mente di fare.

Nei tuoi panni

Mettermi nei tuoi panni?!
Non me l’hai mai chiesto. Forse dipenderà dal fatto che non hai la più pallida idea di cosa voglia dire – forse è per questo.

Eppure io ci provo, spesso. Ci provo praticamente ogni giorno, da quando sei nato.

Non è facilissimo, sai?! I tuoi panni son piccini, mi va tutto stretto. Tiro, tiro, e quando finalmente riesco ad entrarci, mi trovo impacciata.
Ma dura poco.
Quando riesco ad accomodarmici a modino – nei tuoi panni – devo dirlo: ci sto proprio bene.
Sono panni “comodi”, fatti per giocare, muoversi, scoprire, imparare.
Ci puoi cadere, li puoi sporcare senza pensare che poi vanno lavati. Non devi abbinarli con niente, non devono star bene con la giacca o con le scarpe. E se pure si bagnano: pazienza!! Si cambieranno.

Mi piace farmi piccina. E piace anche a te, si vede! Lo vedo nei tuoi occhi che ridono, lo sento nei gorgheggi e negli urletti che fai – che son quelli di quando sei felice. Lo sento quando mi abbracci ed appoggi la testina sulla mia spalla cercando conforto o riposo. O solo qualche coccolina.
Mi piace farmi piccina, perché tutto prende un senso diverso. Tutto acquista una domensione nuova: la tua.

Metterti nei mie panni?!
Ho sempre cercato di non chiedertelo
Perché: hai voglia a tirar su le maniche o a far l’orlo ai pantaloni. Nei miei panni ti ci perderesti.

E poi sarei io a perdermi qualcosa: il privilegio di guardare il mondo con i tuoi occhi.

Tre su tre

Abbiamo fatto l’ en plain.
Ma io direi più “Colpiti e affondati”.

Colpiti dal virus della gastroenterite. Tutti e tre. A distanza di un giorno l’uno dall’altro.
In due giorni avrò fatto già sei lavatrici!!
Io sono stremata.
E pure loro, piccini, non son messi troppo meglio.

Ha vinto lui, maledettissimo virus.

Chi sa parlare e sa riconoscere il mal di pancia urla a più non posso
“Mammaaaaa gomitoooo!!!”
Il più piccino che non sa dire neppure quello, gomita e basta!

E poi giù disquisizioni: “Io c’ho il virux, sai! Ho gomitato tantissimo: 5 volte!! – Perché da noi il cinque è una cifra esorbitante, e non sono ancora riuscita a capire perché!
“Io no, non ce l’ho il virusse, perchè ho gomitato solo una volta”.

E poi non vado oltre con le citazioni ma vi lascio immaginare.
Perché quello del “gomito” è uno degli argomenti preferiti in assoluto dai bambini…………………………..

E comunque: cinque o non cinque….
Di giorno o di notte: non si ripara.

Hai voglia a risino bianco o patatine lesse
Thè e biscottini.
La verità è che bisogna aspettare e sperare che passi il più in fretta possibile.
Già che ci sono, spero pure che risparmi almeno noi.

Ma soprattutto, che la lavatrice non mi abbandoni proprio ora!