A pranzo

Oggi ho risolto il problema “pranzo” andando a mangiare all’asilo!
Ho mangiato con 60 bambini, due maestre e tre suore.

Nello stesso refettorio in cui pranzavo quando ero io ad andare all’asilo.
Sulle stesse seggioline, gli stessi tavolini a esaedro – scusate il parolone ma son così!
Ho mangiato in mezzo ai miei bimbi. E poi con Francesco, Filippo e Anna.
Ho mangiato per tre – perché le suore sono “peggio” delle nonne: “Mangia, mangia, chè devi diventare grande, forte e muscoloso”. Sì ma io son già grande e forte – muscolosa no, ma va bene lo stesso….
Ho mangiato tutto!!! Sono stata bravissima.

E’ stato troppo divertente: seduta su quella sedia piccina picciò, a chiacchierare con cinque personcine incredibili.
“Te sei la mamma dei gemelli?”
“Sì”
“Ma di tutti e due?”
“Sì”
“E chi è più grande?”
“Nessuno, sono nati insieme. In realtà Tommaso è nato per primo e Pietro dopo due minuti. Due minuti ci pensi?!”
“Ah, wow!!”
……………………..
“Lo sai, ieri la mia mamma mi ha comprato una Bayblaid e io c’ho giocato tutto il pomeriggio!”
“Che?”, pensavo di non aver capito per colpa del vocio attorno
“Una Beyblaid”
E sentirsi all’improvviso un po’ fuori luogo.
“Che?”
Ho dovuto trattenermi per non ridere di fronte alla sua espressone di sconforto.
Ma è stato paziente e mi ha spiegato tutto.

Ho visto i piccini rimettere nello zainetto le loro posatine e riordinare tutte le loro cosine.
Ho visto bambini faticare più di altri ma, determinati, riuscire a far tutto.
Ho visto quanto impegno ci voglia per diventar grandi.

E mi si è riempito il cuore di tenerezza.

Indietro tutta

L’avevo letto su Corriere.it. Ma non gli avevo dato troppo peso: “Portare indietro le lancette dell’orologio, insieme all’improvviso maltempo, rappresentano una rivoluzione «ruba-sonno» per 250 mila bimbi italiani: in pratica, un piccolo su due”.
“Macchè, macchè!!”, ho pensato.
Spaccona.
Però  un po’ di sudorino m’era venuto: quel “un piccolo su due” continuava a risuonarmi in testa. Perché facendo un rapido conto: “No, ti prego!”
E infatti, l’indomani – domenica, per intenderci: eccomi servita!

No, niente notte insonne – per fortuna.
Agitazione, invece sì: tantissima.
Inquietudine a gogo.
Un’ansia che ci ha sfiniti. Tutti e cinque.
A nulla son serviti tenerezze, grattini, giochini, canzoncine… Niente.
Anche il librino ha sortito effetti deludenti.

Ho provato ad indagare sul perché di tanta smania:
“Sono arrabbiato perché vorrei mangiare gli spaghetti. Sempre!!! Tutto il giorno spaghetti!”. Ed erano le 10 di mattina……..
“Ehhh mamma, son nervoso perché ho fame”, mi ha risposto a fine pranzo, dopo ver trangugiato l’impossibile.
“Guarda, son proprio arrabbiato. Ma non lo so perché, mamma”.

Si cominciava a ragionare.

Nel buio della camerina, al momento della nanna: coccoline, carezze, gratini. E poi, dal nulla: “Tranquilla mamma, vedrai che si risolve tutto e domani non son più agitato”.
E anche l’ora solare è andata!

Avanti il prossimo……

Che si fa questo Week end?!

Qualche appuntamento – al chiuso – per questo fine settimana che si preannuncia piovoso. Che sia davvero arrivato l’Autunno?!

Alla Biblioteca delle Oblate, Sabato, alle 16.30, l’Associazione Allibratori presenta “Let it Beatles”, una lettura animata ad alta voce dei testi di alcune canzoni dei ragazzi di Liverpool, per bambini dai 7 ai 10 anni. Info e prenotazioni allo 055 2616 512.

Sempre Sabato, questa volta alla BiblioteCanova Isolotto, alle 17.00, appuntamento con i “Super classici” alla scoperta di Pinocchio, per famiglie e bambini dai 6 ai 12 anni. Per info e iscrizioni: 055 710834.

Domenica, alle 11.00, nell’Aula Magna Universitaria dell’Ospedale Pediatrico Meyer, un concerto dell’Agimus pensato ed organizzato proprio per bambini. L’ingresso è gratuito. Info: www.agimusfirenze.it

Sempre Domenica, alle 15.30, alla Galleria dell’Accademia, “Aiuta il David a liberare i prigioni!”, una visita guidata alla scoperta delle prigioni di Michelangelo per i ragazzi dai 6 ai 13 anni, accompagnati da un adulto. La prenotazione è obbligatoria. Info e costi allo 055 288310 oppure scrivendo a prenotazioni@myaccademia.com

Se poi le previsione non c’hanno dato e spunta il sole?! Meglio. Mooolto meglio.

E già che ci siamo – mi raccomando – non dimentichiamo di rimetter l’orologio!!

 

 

Ieri: riso alla zucca!!

Non è un risotto perché non è fatto seguendo i passaggi canonici… Non ho tempo di stare a girare, aggiungere il brodo, girare di nuovo… Nel frattempo i bimbi mi distruggono la casa!!

L’ho fatto con il mio mini aiutante preferito! Che ha la stazza dello chef e che in cucina non dice mai di no!
L’ho fatto la mattina per la sera – perché qui vige la regola del “cogli l’attimo” ed avvantaggiati, che dopo: non si sa mai…

Piccolo chef Panni si è innamorato della zucca al primo sguardo: l’arancione di quella polpa – in effetti – metteva proprio allegria.
E così è passata anche la nostra mattina. In allegria!

Giovanni è rimasto seduto sul seggiolone tutto il tempo della preparazione, non s’è perso un passaggio. Concentratissimi ed interessatissimo.

“Ora levo la buccia perché è troppo dura”
“Ohhh”
“Ora si taglia la polpa a pezzettoni”
“Ohh”
“E ora mi devi aiutare, Panni!”
S’è illuminato. Anzi, mi ha accecato con uno dei suoi sorrisi.

Gli ho messo davanti la pentola vuota e il vassoio della zucca.
Mi ha guardato incuriosito.
“Ora metti tutti i pezzetti della zucca qui dentro”.
E, un pezzettino per volta, ci è riuscito!!

Nel frattempo: sen’è messi in testa due o tre pezzi, ne ha buttato in terra più d’uno – divertito dallo “splaff” che ne sortiva – ne ha morsi e ciucciati a gogo, se n’è nascosti tre o quattro sotto il sedere, ne ha maciullato qualche altro…
Alla fine era tutto soddisfatto. E io mi son divertita da matti.

La sera erano tutti d’accordo: il riso alla zucca più buono che avessi mai fatto!!
Buono, forse. Saporoso…. Di sicuro!

Tema: “L’autunno”

“Si sta come sugli alberi…” No via, non posso cominciare così!
Allora riprovo.
Contagiata dall’entusiasmo dei bambini – perché proprio non avevo voglia, siamo partiti alla scoperta dell’autunno. E’ stato favoloso: colori incredibili, il tepore di un sole che sembra essersi dimenticato che l’estate è ormai passata, l’azzurro del cielo tra i rami dei faggi.
E poi, i protagonisti indiscussi della stagione: castagne e funghi.

Che sono anche l’argomento principale delle loro mattine all’asilo.
Colora la castagna.
Ritaglia il funghetto.
Dipingi il riccio.
Che le prime volte è carino ma poi: un incubo… E poi, mi son sempre domandata: lo sapranno questi bimbi, quanto buca un riccio?!
No, non lo sapevano: “Mamma ma buuuuucaaaa!”

L’unica cosa che non sono riuscita a fargli capire è che il funghetto con i pallini bianchi che è “Il fungo” per eccellenza nell’immaginario di tutti – non solo non si può mangiare, ma non si può neppure toccare.
“Perché è velenosissimo”
………………..
“Vuol dire che ti fa malisssssimo alla pancia”
………………..
Morale della favola: siamo tornati dalla passeggiata nel bosco con due cestini da far invidia al più scafato dei fungai. Stracolmi di funghi – quasi tutti – velenosi!!!!!

Ma il ricordo che si porteranno di questo fine settimana – son sicura – è l’amaca. Anzi: i rufoloni dall’amaca.
Eccitati, agitati, scatenati, sudici – con le foglie fin nelle mutande.
E un bernoccolo per uno – che era il minimo che potesse capitargli. Ricordo, pure questo, di due bellissimi giorni.

Un pomeriggio.. da urlo!!

Eccomi: sopravvissuta al pomeriggio di giochi con l’amica dei bimbi.
La verità, però, è che mi sono divertita da matti.
Cioè, volevo dire: si sono divertiti!

In realtà, la bambina si è trasformata in DUE bimbe. Per un totale di 5 piccirulli a 1 – io.
Quando l’altra amichetta dei gemellini, all’uscita dell’asilo, si è resa conto della faccenda, mi ha supplicata di far venire anche a lei a giocare da noi… Mi sono messa d’accordo con la sua mamma e alle 17, puntualissime, sono arrivate!

Per prima cosa – tutti insieme – hanno pensato bene di correre per casa urlando.
Ho avuto un attimo di panico, sì.
Ho respirato.
E mentre prendevo fiato ho incrociato lo sguardo di uno dei gemellini.
Incredulo, eccitato, emozionato, felice. E un po’ perso.
Con un sorriso mi ha detto “ Mamma lo so che non si può. Ma… abbi pazienza”.
Li ho lasciati urlare e correre finché si sono stancati.

E in un momento di silenzio, ho proposto il pongo.
Hanno urlato di nuovo: “Sìììììììììì”
Così abbiamo trascorso un’ora.

E per finire: musica!
Vederli ballare è stato uno spasso. E poi: non ho resistito e mi son buttata “in pista” con loro. Panni, in tutto questo bailame se l’è goduta proprio. E s’è divertito un sacco – fratellino minore abituato al casino più assoluto.

Alla fine: la casa era un campo di battaglia.  E per il resto della serata, la parola d’ordine è stata “Piano, non urlare”. Perché il volume dei bimbi era rimasto impostato su “altissimo”…

Con una notte di silenzio assoluto e un sonno ristoratore: mi sono ripresa.
Un pomeriggio così? Da rifare. Assolutamente.