Luglio Bambino

Si intitola “Sogni nelle notti di mezza estate”, la diciannovesima edizione del Festival “Luglio Bambino” che, dal 1 al 12 Luglio, tornerà nelle strade del centro storico di Campi Bisenzio. Tante iniziative, tutte dedicate ai bambini. Con un occhio strizzato anche ai genitori.

Tutti i giorni: laboratori, animazioni, spettacoli.

La serata inaugurale, domenica 1 Luglio, a Villa Rucellai a Campi Bisenzio, con le Fontane danzanti in concerto: uno spettacolo unico, avvincente e sorprendente, con acqua, musica, fuoco e luci.

C’è la finale, si!!!! Ma gli organizzatori hanno installato un maxi schermo per tutti i tifosi: grandi e piccini…
Sarà una notte di magia da non dimenticare, con un pizzico di calcio – che stasera proprio non guasta!

Il programma completo del Festival lo trovate sul sito del Comune di Campi Bisenzio.

A Firenze, un pomeriggio “Senza Moneta”

Più che per i bambini, direi: per mamme e babbi.

E visto che siamo sempre a “cercar roba” e visto che le attrezzature per i bambini hanno vita breve, ecco una bella occasione per “Fare Cambio”.

Il Quartiere 4 di Firenze organizza un pomeriggio “Senza Moneta”. Sabato 30 Giugno, nel Viale dei Bambini, dalle 16 al tramonto.

Un’occasione per poter scambiare quello che non ci serve più, con quello che invece può esserci utile! Ma ricordatevi di portare qualcosa da scambiare!!!

Durante la giornata saranno proposte anche attività di intrattenimento per grandi e piccini, e per concludere, una merenda cena per tutti i partecipanti.

Giochiamo?

… Si, giochiamo! A volte, lo ammetto, giocare con i bimbi è l’ultima cosa che vorrei fare. Eppure per loro, quello del gioco è un momento magico, prezioso. I bambini non fanno che giocare, dalla mattina alla sera. Giocano con tutto quello che trovano, anche alla faccia dei quei giochi strabilianti e ingombranti che gli abbiamo regalato, e che – nonostante le premesse – non hanno evidentemente sortito l’effetto sperato. Giocano sempre e ovunque, perché “Giocando s’impara”… O forse non era proprio così. Non importa, rende bene l’idea!
Giocano sempre – dicevo – e spesso ci chiedono di giocare con loro. A volte hanno un modo così sdolcinevole di chiedermelo che non resisto. Quando mi dicono “Mammina vieni qui a sedere a giocare con me”, è più forte di me, e anche se non vorrei: vado!

E già che ci sono, faccio pure un altro sforzo, e mi calo nella parte! Allora comincia il divertimento vero, per loro, ma anche per me.

Con Pietro e Tommaso giochiamo al Memory – che è diventato il gioco tormentone degli ultimi mesi – e ogni volta ne esco a pezzi… Ero un asso al memory, me lo ricordo bene. Eppure, nulla. Addirittura sono loro a suggerirmi dove trovare una carta… Che umiliazione!!
Poi giochiamo con il garage delle macchinine: quello è un ever green. E poi il domino, il lego – anche se il genio di casa è il babbo. Io sono una schiappa. La pista del trenino, le costruzioni di legno… Oppure giochiamo “alla pappa”, con la loro meravigliosa cucina Ikea e tutte le verdurine plasticose che sono composte di due pezzi appiccicabili, e che loro possono “tagliare”, divertendosi da matti!! E poi il puzzle – quello con moderazione perché a me non piace un gran ché, loro se ne accorgono subito, di conseguenza non è che sia un gioco di grandissimo successo. E infine……. Una new entry che ha fatto decisamente parlare di sé: il mio bambolotto Pepo – ribattezzato poi Filippo – con la sua carrozzina!!! Si, avete capito benissimo… Dopo essere stata infamata per aver comprato la cucina a due bambini – che a detta di molti è un gioco prettamente femminile – ho osato ancora, e gli ho tirato giù dalla soffitta niente meno che: un bambolotto!!! Ma come, sono tre maschi?! Si, e allora? I maschi non hanno “senso paterno”? I maschi non posso divertirsi con un bambolotto!?

Ieri Pietro l’ha voluto addirittura portar con noi a far la spesa… Vi lascio immaginare le facce della gente al supermercato: con tre bambini, un carrello pieno di roba, un bambolotto su un passeggino giocattolo… Ed un bambino a spingerlo, un maschio!!! Che situazione….. E invece Pietro si è divertito da matti. Ad un certo punto si è anche fermato per controllare che Pepo – Filippo non dormisse…. Mi sono scilota!!!

Io sono per i giochi unisex. I bambini sono lanciati alla scoperta del mondo, sono una tavola bianca sui cui noi genitori cerchiamo di appuntare quello che crediamo sia importante per la loro vita, e dove loro stessi prendono appunti. Star pure a scrivere che “questo è  da maschi e questo è da femmine”…. Mi sembra una gran perdita di tempo.

Giocare vuol dire scoprire e imparare. Non sarò certo io a dire a questi tre frugoli con quali giochi giocare e quali no! Evviva i bambini, evviva la loro voglia di scoprire, imparare e giocare. Evviva i giochi. Punto.

A proposito di “dare il buon esempio”

Ecco una campagna shock della Thai Health Promotion Foundation. Il video si intitola “Smoking Kid”. Ne hanno parlato diverse testate giornalistiche nei giorni scorsi.

Oltre ad essere d’accordo sulla necessità di smettere di fumare – a maggior ragione se in casa ci sono dei bambini – mi ha colpita la forza della campagna. Semplice, immediata, elementare, diretta. Proprio come sono i bambini.

Vanno dritti al sodo, senza giri di parole, senza “indorare la pillola”. Ed hanno la capacità di svelare “il ridicolo”, il contraddittorio e l’assurdo della realtà che li circonda! Che ci circonda. Quel ridicolo a cui ci siamo “abituati”, al quale ci siamo “arresi”. Per il quieto vivere, per abitudine, perché non si può combattere contro tutto e tutti.
I bambini non ci stanno. E questo è un gran bene: per loro, ma anche per noi. E’ un grande stimolo, una bella occasione per rimettere in discussione certezze e convinzioni che magari non sono proprio “nostre”.

“Tu ti preoccupi per me. Ma perché non ti preoccupi di te stesso?”. Non si può rimanere  impassibili di fronte alla realtà, “sbattuta” in faccia così, spudoratamente.

Bello: da condividere!

La trovate qui: Campagna contro il fumo

Sughetto del marinaio

Questo è uno di quei sughi che: più facili non si può. Qui da noi riscuote sempre un gran successo, ma la cosa più interessante, è che è pronto in 10 minuti. Il tempo di cuocere la pasta, insomma!!

Ingredienti:
Una scatoletta di tonno sotto’olio
Salsa di pomodoro
Prezzemolo (facoltativo)
Aglio q.b.
Sale q.b.
Olio extravergine d’oliva

Sminuzzare il tonno ben sgocciolato in una pentolina, aggiungere la salsa di pomodoro, aggiustare di sale. Aggiungere il prezzemolo tritato e l’aglio– in questo caso è consigliatissimo, ma dipende dai gusti dei vostri piccini. Far cuocere per una decina di minuti e quando si è un po’ rappreso, è pronto! Io, perché si unisca meglio alla pasta, passo un secondo nella pentolina il mixer ad immersione. Così che il sugo prenda una consistenza un po’ più cremosa.

Di questo sugo esiste anche la versione “con la cipolla” – appassita o soffritta – ma, poichè il mio parametro di scelta nelle ricette è la velocità di esecuzione… sistemare la cipolla allunga un po’ troppo i tempi, quindi evito la questione e lo faccio senza … Anche in questo caso, farne una bella quantità consente di congelarne diversi barattolini  da utilizzare poi al bisogno! Ottimo con la pasta, così come con il riso: un filo d’olio a crudo ed è fatta!
Solo una precisazione riguardo alla foto: buoni gli spaghetti, ma vi assicuro che sono la pasta più difficile del mondo. Per i “grandi” che mangiano da soli e per il piccino, che ci prova, ma fa dei gran troiai con la pasta normale, immaginate con gli spaghetti!!!!! Quindi direi: sconsigliatissimi!!!

Il nome di questa ricetta “Sughetto del marinaio”, potrebbe ispirarvi per qualche bella storia da raccontare ai vostri bimbi. Non per distrarli e farli mangiare “a tradimento”, ma per rendere davvero “conviviale” il momento del pasto.
La storia potrebbe cominciare così: “Lo sapete bambini che questo è il sughetto del marinaio? E’ un marinaio che lavora su un grande vascello, che solca i mari di mezzo mondo. E’ un marinaio goloso…..”. Basta, ora continuate voi, liberate la fantasia. Provate: i bambini rimarranno a bocca aperta. In tutti i sensi!!!!

Elogio della pancia

Questo è il mio personale elogio della pancia!! E di tutte quelle mamme che se la tengono, senza troppi crucci.

Non parlo del pancione. Quello è meraviglioso. È fatica, nausee, stanchezza, gambe gonfie, è notti insonni. Ma è vita.

Parlo della pancia che rimane dopo. Che è ormai vuota. E sembra inutile, flaccida, antiestetica. Eppure…. È flaccida – su quello non ci piove, ed è pure vuota. Ma non è inutile!

È stata culla della vita, fin dai primi istanti. È lì che il cuore dei miei bambini ha cominciato a battere. È lì che hanno sentito per la prima volta il ritmo del mio cuore, la mia voce, le mie risate. È la stessa pancia che ho accarezzato per 9 mesi, sulla quale ha poggiato la mano babbo Matte per sentire i calcetti dei bambini, il singhiozzo, le capriole…. È la pancia che scrutavo, per vedere se fosse comparsa qualche smagliatura, quella che ho portato in giro orgogliosa e fiera, come – quasi – tutte le mamme.

Ci sono voluti mesi prima che la pancia si cominciasse a vedere.
Poi d’un tratto diventa qualcosa di cui vergognarsi.
E allora: pancere, creme rassodanti, addominali…. Deve sparire nel più breve tempo possibile.
Ma perché? Perché coprire, comprimere, schiacciare, negare qualcosa che c’è, ed è meraviglioso che ci sia?!

Credo che le forme di una neomamma siano splendide.
È la natura che l’ha disegnata e modellata.
Ammiro e invidio quelle Donne che portano con naturalezza le loro forme. In un momento in cui dev’essere tutto e subito, in cui ci viene chiesto di essere sempre in forma, toniche, asciutte, pancia piatta, un seno sodo…. Non importa se hai partorito, se stai allattando, se hai allattato. Importa solo il risultato!

Detto questo, credo che tenersi in forma sia un regalo che facciamo prima di tutto a noi stesse. Ma senza fretta e senza imposizioni.
Ci sono Mamme che sanno dare “tempo al tempo”, che lasciano la natura fare il suo corso.
E – lo credo profondamente – è bellissima, una mamma con la pancia.

Mi piacerebbe averlo pensato e pensarlo, anche di me.
Chissà, magari crescendo….