Nodini di sogliola alla “maionese” di zucchine

Questa è un’invenzione fresca fresca…. Ha avuto un grande successo, quindi ho pensato di proporla anche qui. Nella versione “per bimbi grandi” e in quella “per piccolissimi”.

Una sogliola sfilettata
Due zucchine
Farina q.b.
Olio extravergine di oliva
Sale q.b.

Tagliare i filetti per la lunghezza così da ottenere delle striscioline fini. Annodarle in modo da formare tanti piccoli nodini quante sono le striscioline di filetto che avete tagliato. Infarinarli e metterli a cuocere in poco olio (se necessaria, potete aggiungere un pochina d’acqua) e aggiustare di sale – e se ai vostri bimbi piace, potete aggiungere anche un po’ d’aglio.

Pulire e tagliare a rondelle le zucchine e cuocerle in pochissimo olio, aggiungendo acqua, via via che le zucchine tendono ad asciugarsi. Aggiustare di sale. Togliere dalle zucchine una piccola parte, unirvi dell’olio extravergine di oliva, e ridurre a purea con il mixer ad immersione. Comporre il piatto con i nodini di sogliola cosparsi della “maionese di zucchine” e le zucchine a rondelle.

La versione per piccolissimi – ottima anche per iniziare a “far masticare”  il pupo – prevede la cottura al vapore, sia dei nodini che delle zucchine. In questo caso eviterei la “maionese di zucchine”, più per questioni “pratiche” di strogolamenti vari che altro.

E serviti in piatti come questi?!?! Favolosi all’ennesima potenza!!

Una proposta per ridurre il prezzo dei seggiolini auto

E’ una notizia – non troppo fresca – che ho letto sul Corriere di qualche giorno fa: “I seggiolini per il trasporto dei bimbi in automobile costano troppo”. Eppure si tratta di un bene irrinunciabile! Già, perché far viaggiare i nostri bambini sul seggiolino – legati!! – significa davvero salvargli la vita!

Secondo l’osservatorio “Il Centauro”, le piccole vittime della strada, in questo 2012, sono già 22. So che è brutto tutto questo, ma è importante che il messaggio passi chiaro: a prescindere dalla spesa, a prescindere dalla noia di dover legare e slegare tutti, ogni volta, non si può far a meno dei seggiolini!!

E sapete quali sono le zone più a rischio? Sono proprio le aree urbane, i tragitti brevi, anche brevissimi, quelli per i quali, la tentazione del “vabbè dai, da qui a lì…” è  molto forte.

Quanto costa un seggiolino auto? Tanto, troppo, se specialmente quando i  bambini  sono più d’uno, o due… E se contiamo anche i seggiolini che dobbiamo piazzare anche sulle macchine dei nonni, che ci aiutano a scarrozzarli a destra e sinistra! I prezzi vanno dai 150 ai 300 euro. Come fare, dunque? I negozi che vendono l’usato, senza dubbio, sono la soluzione migliore, anche se per i seggiolini auto la richiesta è molta ma l’offerta scarsa… E allora Internet ci viene in aiuto, con siti web di baratto o vendita dell’usato…

Un’altra soluzione la propone proprio l’Asaps, che chiede, al governo, la riduzione dell’Iva dall’attuale 21% al 10% – che farebbe scendere il prezzo di circa 30 euro a pezzo. Non è tanto, ma sempre meglio di niente…

E chi può, potrebbe regalare il seggiolino non più utilizzato, alle famiglie meno agiate. Ma questo è buon senso, e generosità.

Che modello scegliere? Questa è un’altra storia. Anzi: un altro post!

Il terremoto!

Oggi la terra ha tremato, di nuovo. Ed io, di nuovo, non mi sono accorta di nulla. Sfido, io, a sentire il terremoto mentre cerchi di star dietro al tuo, di terremoto!

Il mio pensiero va a chi, questa mattina, ha perso la vita, per colpa del terremoto. A chi ha perso casa, lavoro. A chi, insieme  alle mura di casa, ha visto sbriciolarsi anche un pezzo di vita.

Io davvero non ho sentito niente. Davvero, nel momento in cui la terra tremava, ero dietro al mio piccinino che canticchia, camminicchia, gioca, fa “viva” con le manine. E totalmente inconsapevole, pensa solo a crescere ed imparare mille cose, ogni giorno, ogni minuto.

Ai “grandi” ho detto, quando sono tornati dall’asilo, che c’era stato “il terremoto”, un altro. E sapevano di cosa stavo parlando: avevano già visto in tv – in occasione del sisma del 20 Maggio scorso – le immagini delle case crollate, i Vigili del Fuoco in azione, le crepe nelle strade. Ho fatto veder loro, con la tavola apparecchiata, cosa succede quando trema la terra. E sono rimasti davvero colpiti – perché in effetti l’esempio del tavolo rende davvero bene, se specialmente ci son sopra bicchieri d’acqua pieni o bottiglie di plastica vuote che cadono facilmente e senza danno! Ma funziona bene anche con il lego o le costruzioni di legno.

Sono piccirulli, e tutto questo li affascina, li ammalia… L’idea della casa che si muove - e se è vecchia, si rompe – del lampadario che dondola e di tutte le cose che cadono dagli armadi… L’idea di dover correre fuori, in strada, lontani dalle case, oppure rifugiarsi sotto ad un tavolo o  uno stipite di una porta. Per loro è come un gioco. Il racconto di cosa succede quando arriva il terremoto è come una favola. Non lo associano al dolore, alla perdita, al lutto. Non lo associano all’ansia, alla disperazione, al senso di impotenza, di insicurezza, al panico, alla paura. Ed è bene così. Per loro tutto è “facile”: le case si ricostruiscono, le cose rotte si accomodano, la macchina sfondata dal cornicione si cambia…. E’ vero! Tutto, alla fine, si aggiusta. O quasi!

Stasera, al momento della preghierina, ne abbiamo detta una speciale “per il terremoto”. Che detta così, non si capisce un gran chè, ma “Chi di dovere” – sono sicura – ha capito benissimo!

Aiuto, mi stanno crescendo i ragazzi!!!

E’ successo così, nel giro di due giorni: hanno iniziato rimanendo a mangiare all’asilo e poi hanno lasciato il bibe della mattina per tazza e biscotti!!! “Era l’ora!!!” Dirà qualcuno…

Forse si, era proprio l’ora, ma c’ho messo un pochino ad abituarmi all’idea!

Da un giorno all’altro io e Giovanni ci siamo ritrovati soli, nella nostra piccola cucina: un silenzio surreale, io che guardavo lui con aria mesta, lui che guardava me con aria interrogativa – che tradotto era “Beh, cosa aspetti a mettermi il bavaglio e darmi la pasta?”.

E’ davvero una grande gioia vedere i propri figli diventare “grandi”, giorno dopo giorno. Non saprei davvero cos’altro chiedere!

Torta salata di ricotta e spinaci… con trucco!

E’ un classicone, che va bene già dai 12 mesi!! Ed è ottima anche per far cominciare a mangiare da soli i piccinini. In fondo alla ricetta, un trucchetto da SmartMommy…

600gr di spinaci lessati
250 gr di ricotta di mucca
2 cucchiai di parmigiano (facoltativi)
1 uovo grande
sale q.b. e noce moscata q.b.
una confezione di pasta sfoglia tonda già stesa

In una insalatiera, unire e lavorare insieme gli spinaci, la ricotta, l’uovo, il parmigiano, la noce moscata e il sale (questo per ultimo perché noce moscata e parmigiano danno già un bel sapore. Se si è già salato il tutto, aggiungendo questi due ingredienti si rischia di far diventare la torta troppo salata). Stendere la sfoglia nella tortiera, riempirla con il composto di spinaci, abbassare i bordi della sfoglia infornare a 250° per circa venti minuti. Far stemperare la torta prima di servirla – altrimenti risulterà complicato tagliarla.

Questa torta, a fasi alterne, ha avuto grandissimi successi! Ma è anche capitato che i bimbi mi abbiano chiaramente fatto capire che non ne volevano sapere. In quei casi, ho ritirato il tutto cercando di mostrare la massima tranquillità – e sottolineo il “mostrare”!!! – senza calcare la mano sulla questione “verdura” o cose simili… Semplicemente: “Ok, se non ti va, pazienza!” E dopo qualche periodo “no”, la torta salata è tornata in grande auge.

Il trucco? Usare la pasta brisèe al posto della sfoglia: stesso sapore, ma mooooolti meno bricioli!!!! Provare per credere!!

Terra Futura. Terra dei piccoli

Dal 25 al 27 Maggio a Firenze c’è “Terra Futura”. E di chi è questa terra futura, se non dei nostri figli?
Tanti appuntamenti sulle tematiche dell’ambiente, l’ecologia, il riuso, il riciclo…. Il tema di quest’anno  è “Lavoriamo per il futuro. Lavoro, sostenibilità ed equità”.

Convegni, seminari, presentazioni di libri, workshop e dibattiti sulle diverse aree tematiche della sostenibilità, ma soprattutto: tanti appuntamenti per i più piccoli!!

Ecco, quindi, “Terra dei piccoli”, uno spazio dedicato ai bambini e a noi genitori!. Laboratori, attività e soluzioni green, in un ambiente divertente e rilassante in cui trascorrere un po’ di tempo durante la visita di Terra Futura.

All’interno dell’area ci sono un servizio gratuito di babysitting, attività ludiche e divertenti per i più piccoli, un servizio di consulenza per donne in gravidanza e mamme, laboratori e workshop rivolti ai genitori, un’area per l’allattamento con fasciatoio. E poi una Yurta, un’abitazione mobile adottata da molti popoli nomadi dell’Asia, a disposizione di bambini e genitori per giochi e incontri.

Per il programma con tutti gli appuntamenti, giorno per giorno: www.terrafutura.it